Sistemi di innovazione: esempi e prospettive per la montagna

A dispetto di quanto si possa pensare, tradizione e innovazione sono due aspetti profondamente correlati: ciò che oggi è tradizione, infatti, non è che l’innovazione vincente di ieri. Sono proprio i processi innovativi a delineare la storia di un territorio, attuati da sempre da imprenditori con il dono dell’osservazione, capaci di uscire da schemi ordinari, di sperimentare nuove soluzioni, nonché di vedere nel cambiamento una grande opportunità.
Questo il tema affrontato nel secondo appuntamento del percorso formativo Montagna 4.0, portato avanti da Società Economica Valtellinese e Comune di Bormio. Nel corso dell’incontro, tenutosi nel tardo pomeriggio e nella serata di mercoledì 24 ottobre, la Prof.ssa Maria Chiara Cattaneo, componente del Comitato Scientifico del Centro di ricerche CRANEC dell’Università Cattolica e presidente del comitato scientifico di SEV, ha sottolineato come il territorio montano sia chiamato a dare forma a ecosistemi di innovazione per dare avvio ad una crescita significativa ed evitare rischi di marginalizzazione; tali sistemi, in modo analogo agli ecosistemi naturali, devono essere in grado di porre in relazione le diverse componenti di un territorio.

Prendendo avvio dall’esempio della Silicon Valley, sicuramente molto distante dalla nostra realtà e difficilmente riproducibile in altri contesti, la Prof.ssa Cattaneo ha ben illustrato alla platea come la collaborazione tra i diversi attori concorra in modo determinante allo sviluppo economico di un’area. Simili meta-organizzazioni, presenti anche nei contesti montani,  risultano determinanti nell’aumentare la massa critica necessaria per rendere un territorio più dinamico. Così è stato per IDM Süd Tirol – Noi Techpark, progetto presentato da Giuseppe Salghetti Drioli, ComoNEXT, realtà imprenditoriale illustrata da Stefano Soliano, e WEBTEK, giovane impresa fondata da Emanuele Piasini.

La realtà di IDM Süd Tirol – Noi Techpark di Bolzano, nuovo polo tecnologico di Bolzano realizzato lungo i 12 ettari che un tempo ospitavano il più grande stabilimento per la produzione di alluminio in Italia,  ospita e mette in relazione tra loro sessanta imprese, sei istituti di ricerca, trenta laboratori scientifici. Costato sino a ora 120 milioni di euro, pagati in gran parte dalla Provincia Autonoma di Bolzano, si propone quale quartiere dell’innovazione, nato per  favorire l’interconnessione tra il settore della ricerca e quello dell’impresa e destinato a trasformarsi in un nodo di collegamento fra l’Alto Adige, il resto d’Italia e l’Europa.

Un secondo sistema innovativo illustrato nel corso della serata è stato quello di ComoNext, la cui realizzazione ha visto l’azione sinergica della Camera di Commercio di Como, le Associazioni di categoria, le Banche, le Università e le piccole e grandi imprese del territorio. Realizzata a Lomazzo, in quella che era la sede di un importante cotonificio ormai dismesso, questo sistema di innovazione vede riunite sotto lo stesso tetto,  a otto anni dall’apertura,  130 aziende, per un numero complessivo di oltre 700 lavoratori; la mission di Como Next è quella di mettere  a disposizione le proprie competenze e conoscenze per le imprese del territorio che hanno maturato la necessità di innovarsi e necessitano di un aiuto per affrontare il cambiamento.

Quale esempio di imprenditorialità innovativa valtellinese è stato portato Webtek, giovane azienda nata con l’obiettivo di occuparsi prevalentemente di comunicazione e che, dopo dieci anni di attività, ha ampliato i propri contesti operativi al campo della formazione, personalizzazione grafica e noleggio di attrezzature d’ufficio. Una crescita esponenziale, ottenuta anche sfruttando quello che per molti costituisce un limite: la collocazione in un’area montana e marginale è stata valorizzata quale garanzia della qualità del lavoro effettuato. L’azienda, che si è conquistata visibilità nel panorama nazionale e internazionale, si è tradotta per la Valtellina in un eco-sistema di innovazione, in grado di richiamare sul territorio giovani specializzati nel campo del marketing e della comunicazione e di mettere in rete le piccole e medie imprese locali, collaborando alla loro crescita.

L’ultima parte della serata ha lasciato spazio all’esposizione al pubblico, da parte di Chiara Brigatti, dei passi compiuti da EcoHub, una tra le proposte vincitrici del concorso di idee Montagna 4.0 finalizzata a riattivare la filiera corta del legno e a promuovere una progettazione edile consapevole, sostenibile e con risorse locali. Diverse le aree in cui in questi mesi EcoHub ha operato, anche grazie alla co-progettazione con la Società Economica Valtellinese: ha ampliato la propria rete di contatti e ha potuto confrontarsi con altre realtà simili, impegnate nel valorizzare la risorsa legno. Si tratta di un’altra chiara testimonianza di come le strategie di sviluppo della Montagna non possano guardare all’innovazione senza lasciare spazio alla tradizione.

Si allegano il flyer con il programma dell’intero percorso formativo e il modulo di iscrizione.

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